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Il Giorno domenica 27/4/2003 Se Fido è allergico primavera per lui vien «grattando» Brianza.
Giari ha scoperto la primavera. Il campo dietro casa sua è diventato
di botto una prateria. Più che scorrazzare, salta come un canguro
(piccolo e nero) in mezzo a quel mare verde alto mezzo metro. Si diverte
un sacco anche a rincorrere le farfalle e i «bombi», quegli
insetti buffi e tondi, cicciotelli, che annunciano l'arrivo della bella
stagione andando a rimpinzarsi sui fiori più succulenti. Giari
non ha ancora imparato che i bombi non sanno stare agli scherzi, soprattutto
quelli di un cucciolo di cane, e prima lo pungeranno. Amen. Imparerà
a lasciarli in pace. Dovrà imparare tante altre cose, purtroppo
a sue spese, prima di diventare un cane adulto e saggio. |
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Gazzetta del Sud domenica 27/4/2003 Le
associazioni animaliste lanciano l'allarme: il giro di vite di Marianna Barone A due mesi dall'approvazione della «Carta dei Diritti degli animali», i rappresentanti delle associazioni animaliste di Messina lanciano un grido d'allarme: «I provvedimenti legislativi da soli non sono sufficienti, c'è bisogno di una maggiore sensibilizzazione». Lo scorso 28 febbraio, il Consiglio dei ministri ha varato una legge per la tutela degli animali domestici. Il testo impone ai padroni di occuparsi della salute e del benessere dei loro animali, di «provvedere alla loro sistemazione, fornendo cure e attenzioni adeguate». Disposizioni ben precise che, contemplano cimiteri riservati, misure minime per le gabbie negli allevamenti, microchip obbligatorio contro il randagismo, riconoscimento della «pet therapy». D'altronde il termine animale deriva dal latino «animal» strettamente collegato alla parola «anima», principio vitale di tutti gli esseri viventi. Ma in quanti considerano realmente gli animali come qualcosa di diverso dagli oggetti? «Un primo passo è stato fatto il 15 gennaio con l'approvazione della Camera dei deputati della proposta di legge che istituisce ex novo due titoli del Codice penale contro il maltrattamento e l'uccisione degli animali spiega Tiziana Baccarella della Lega nazionale per la difesa del cane perché, in quanto essere viventi e non cose, hanno diritto di essere tutelati punendo tutti coloro i quali li maltrattano, li seviziano e li abbandonano». Ogni anno, più di 150mila animali domestici vengono abbandonati. «Tanti li portano al canile continua Baccarella perché sono malati, sono vecchi o, magari, semplicemente perché non li vogliono più. Ed è penoso vedere gli occhi di quei cani quando i padroni vanno via, lasciandoli lì». Attualmente al canile ci sono 650 cani. «Spesso sentiamo dire di tutto contro il canile aggiunge la rappresentante della Lega identificato con i "lager". Certamente il canile non è il posto migliore per i cani anche e soprattutto perché non abbiamo i fondi e il personale umano necessario per far fronte alle mille esigenze degli animali: dal mangiare alle medicine. Contiamo su pochissimi volontari e di un'unica veterinaria, ma basterebbe che ognuno di noi facesse la sua parte, dando un piccolo contributo. La speranza è che, per qualcuno di loro, arrivi un giorno diverso, un'adozione: il canile, d'altronde, è esattamente come un orfanotrofio. È per aiutarli che promuoviamo manifestazioni come "La giornata del randagio", in programma per il prossimo 18 maggio». Insomma, urge una maggiore sensibilizzazione affinché si capisca che nelle vene di quegli animali scorre del sangue e non sono inanimati pupazzi di peluche da posare nel momento in cui ci si stanca di tenerli con sé. Gli abbandonati, in particolar modo durante il periodo estivo, continuano ad essere tantissimi. «È emblematico come la maggior parte delle denunce ci arrivi d'estate afferma Katia Marchese, presidente provinciale dell'Enpa e sempre dai turisti che provengono dal nord. Le segnalazioni, invece, ci arrivano principalmente dai vigili urbani, dai carabinieri e dalla polizia stradale. Il problema è che il cittadino messinese ha bisogno di essere svegliato. Ha paura di fare denunce e deve essere spronato». Nell'evidenziare le tante volte in cui cani e gatti vengono portati al Centro sanitario per animali feriti dell'Enpa, Marchese ha aggiunto: «Abbiamo un Centro fasticente e un direttore sanitario, Alessandro Marra, che si alza a tutte le ore del giorno e della notte per soccorrere gli animali che arrivano da noi in condizioni pietose». Che negli ultimi tempi, sia stato dato il via a diverse misure legislative miranti a tutelare gli animali domestici non c'è dubbio, ma quel che si rileva per la città è che, a tutto questo, non si è accompagnato un inelutabile cambiamento di mentalità. «Qui siamo ancora all'anno zero tuona Luciana Roscia, responsabile della sezione messinese della Lav perché, prima di parlare di rispetto per gli animali devono esserci due cose che, oggigiorno, mancano: la coscienza dei singoli cittadini e la volontà politica e amministrativa. Ci vorrebbe più controllo, più sinergia e meno strafottenza nei confronti di quegli esseri viventi che non hanno la parola e non possono difendersi». «Seguire un animale che ha bisogno di cure e di affetto a Messina è davvero difficile sottolinea l'animalista Sandra Di Simone e nonostante le vecchie e nuove leggi, la situazione è rimasta tale e quale. Si continuano a trovare cucciolate sui binari delle Ferrovie, nei tombini e per strada, così come s'incontrano ovunque cani e gatti abbandonati». L'auspicio è che questa mentalità prima o poi cambi, che arrivi il momento in cui la sensibilità nei confronti degli animali sia un fattore comune e non un'eccezione. Non basta ricordarsi di amarli solo quando si rievocano le belle storie di «Rin Tin Tin» o di «Lilly e il vagabondo» con «Gli aristogatti». Forse sarebbe sufficiente guardarli meglio negli occhi quando li s'incontra e rammentare tutti quegli animali morti d'inedia dopo essere stati allontanati dal proprio padrone. |
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Il Nuovo domenica 27/4/2003
Come nella favola il Gatto con gli stivali, un felino di nome Marchese
Mosca. Sembra la favola del gatto con gli stivali invece è pura realtà. Un felino ha percorso oltre 700 chilometri attraversando confini, valli e fiumi, sotto la neve e sotto il sole, per ritrovare infine la propria padrona nella città meridionale russa di Volgodonsk, circa 1200 chilometri da Mosca. La storia è stata riportata in prima pagina dal quotidiano Komsomolskay Pravda. Marchese, questo il nome del gatto, si era perso nella città ucraina di Dnepropetrovsk nel 2001 durante una visita della sua padrona, Valentina Tiscenko, alla figlia che colà risiede. Dopo lunghe quanto inutili ricerche, disperata, la donna era dovuta tornare in Russia senza il suo amato animale domenistico. Ma due anni dopo, mentre usciva da un negozio vicino alla sua abitazione dove era andata a fare la spesa, si è accorta che un felino si strusciava con insistenza ai suoi piedi. Con sua grande sorpresa la donna ha riconosciuto il suo marchese, un po' provato dalla lunga traversata. Tutto è bene quello che finisce bene. |
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Corriere delle Alpi domenica 26/4/2003 Scotty
e Rocky mancano dallo stesso giorno, il lunedì di Pasqua. Campo
Tures. Forse sono stati rubati Nessuna traccia: una denuncia di
furto presentata ai carabinieri I cani spariti senza lasciare traccia.
Si teme il furto CAMPO TURES (Bolzano). Spariti, senza lasciare traccia,
entrambi nella stessa giornata, il lunedì della settimana santa. Scotty
e Rocky, i due cani di razza della famiglia Röck, sono stati visti dai
loro proprietari per l'ultima volta davanti al pub Aurinum a Molini
di Tures, non lontano dall'abitazione della famiglia. Poi nessun'altra
traccia, tanto da far pensare ad un ignobile furto, denunciato ai carabinieri.
Sono ormai quasi due settimane che i due cani, Scotty, un Golden Redriver
di due anni e mezzo e Rocky, un pastore tedesco di nove mesi, entrambi
di pura razza ed entrambi regolarmente contrassegnati e quindi riconoscibili
ed identificabili da chiunque, mancano dalla casa dei loro proprietari.
Tutti i componenti, ma soprattutto i bambini della famiglia Röck, affezionatissimi
ai loro due cuccioloni, stanno soffrendo di questa improvvisa sparizione
che ha tutti i connotati di un ignobile furto di animali, perpetrato
da ignoti magari approfittando di un momento di libertà delle due bestiole.
I cani infatti sono spariti entrambi nella medesima giornata e nella
medesima ora, dopo essere stati visti per l'ultima volta assieme nelle
vicinanze di un pub della zona produttiva, a Molini di Tures. Difficile
pensare ad un incidente che abbia coinvolto insieme i due animali. È
ben più verosimile un furto a scopo di lucro. Per questo motivo, la
famiglia proprietaria dei dei due cani si è rivolta ai carabinieri di
Campo Tures denunciandone la scomparsa ed ha anche lanciato un primo
appello attraverso la stampa per riuscire ad ottenere eventuali notizie
degli animali. Scotty, il Golden Redriver, porta tatuata sotto l'orecchio
la sigla 0BZ57 mentre Rocky, il pastore tedesco, ha sotto pelle il chip
elettronico di riconoscimento. Una telefonata giunta alla famiglia nel
giorno di Pasqua, ma che non ha potuto aiutare più di tanto, ha segnalato
la presenza di due cani simili nella zona di Bolzano e della Bassa Atesina
ma senza poter essere più precisa. Per questo la famiglia Röck ha rinnovato
il suo appello ai media, promettendo anche una lauta ricompensa a chi
dovesse fornire informazioni valide che portino al recupero delle due
bestiole. Chi avesse visto Scotty o Rocky o entrambi può contattare
i signori Röck ai numeri 340/6943247 oppure 0474/678034 o informare
anche i carabinieri di Campo Tures. ALTO ADIGE domenica 27 aprile 2003 Inutile
finora l'appello dei proprietari Campo Tures (Bz). Il velo di ombra e di silenzio calato sulla misteriosa scomparsa dei due cuccioloni Scotty e Rocky - un Golden Redriver il primo ed un pastore tedesco il secondo - non si è purtroppo ancora diradato. Finora nessuno, infatti, ha risposto all'appello della famiglia proprietaria dei due esemplari di pura razza che, lo ricordiamo, sono stati visti l'ultima volta la domenica delle Palme nei pressi del pub Aurinum in zona produttiva a Molini di Tures. Da quel momento non si è trovata più nessuna traccia dei due cani che, con molta probabilità, sono stati rubati da qualche ignobile ladro di animali per trarne un qualche profitto economico dalla loro vendita. Un'ipotesi che hanno fatto anche i padroni delle due bestiole che hanno sporto denuncia ai carabinieri di Campo Tures. I militari dell'Arma hanno avviato le indagini anche se il campo delle ipotesi e delle possibilità appare vastissimo. Uno spiraglio di luce pareva essersi aperto nella giornata di Pasqua, quando una telefonata aveva segnalato la presenza di cani simili nella zona a sud di Bolzano ma anche quella indicazione è risultata troppo vaga per portare ad un qualsiasi risultato. I proprietari di Scotty e Rocky non hanno però perso le speranze ed hanno promesso una ricompensa a chiunque fornirà notizie utili al loro ritrovamento. Il numero di telefono è 340/6943247. (adp) |
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L'Unione Sarda domenica 27/4/2003
Appello per ritrovare l’animale Nuoro. Nel Supramonte, nelle campagne tra Orgosolo, Oliena e Dorgali, non si perdono solo i turisti, ma anche i loro cani. È la storia di Musel, bastardina di sette anni che si è persa nella valle di Lanaithu dopo un’escursione con i padroni a Tiscali. Disperato Andreas Heufs, turista svizzero di quasi quarant’anni, che da mercoledì scorso sta cercando la sua “amica” a quattro zampe. L’uomo ha chiesto a tante persone tra la valle e il paese ma per il momento non c’è alcuna traccia dell’animale. «È di piccola taglia e di color bianco» descrive Musel, il signor Andreas «io parto domani, la mia compagna resta una settimana in più con la speranza di ritrovarla». Insomma, la speranza è l’ultima a morire per il vacanziere svizzero, di un cantone di lingua tedesca, che lancia un appello rivolto a chiunque abbia avvistato Musel negli ultimi giorni, nelle campagne della valle di Lanaithu. «Ha un collare» spiega Andreas «ma sfortunatamente non c’è il numero di telefono. Peccato, sarebbe stata un’opportunità in più». Una telefonata comunque può salvare Musel e restituirla ai suoi padroni. L’avventura della bastardina ricorda quella di un cane lupo perso quest’estate a Cala Gonone da una famiglia toscana. Anche in quella occasione ci fu un appello dei padroni e un ritorno in Sardegna del capofamiglia dopo una segnalazione. Notti all’addiaccio, ricerche in campagna pur di trovare l’animale ma non ci fu niente da fare. Una spiacevole vicenda per la famiglia toscana affezionatissima al cane tanto da sopportare numerosi sacrifici pur di riaverla a casa. Andreas spera invece in un esito diverso e per coloro che hanno notizie della sua Musel lascia il recapito telefonico dell’ufficio informazioni comunale di Cala Gonone dove il turista si è rivolto per avere una mano d’aiuto nella sua difficile ricerca. Questo è il numero da chiamare: 0784/93696. (G. B. N.) |
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La Gazzetta del Mezzogiorno domenica 27/4/2003 Ionata
respinge l'aiuto dei Ds e rassicura: «Il cavallo è solo ferito» di Antonio Guidone Chieuti (Fg). Consumata anche la "carrese" del 2003, a cui hanno assistito circa 15mila persone, i riflettori continuano a essere accesi dopo i pesanti e ripetuti attacchi degli animalisti preoccupati dalle presunte sevizie o maltrattamenti subiti dai buoi utilizzati per la manifestazione. «Non abbiamo accettato la polemica - commenta il sindaco Matteo Ionata - e non lo faremo neppure ora. Abbiamo sempre dichiarato di essere disposti al dialogo ed al confronto con quanti, probabilmente non comprendendone il significato, chiedono l'abolizione della nostra corsa. Siamo pronti a valutare e discutere ogni suggerimento, purché avanzato con spirito propositivo e non impositivo». Ionata va oltre. «Anche quest'anno - aggiunge il primo cittadino - le stalle dei "partiti" sono state aperte a quanti hanno voluto rendersi conto di come vengono trattati gli animali. Il veterinario incaricato dall'Asl Fg/1 di visitare le bestie ha confermato che non hanno subìto alcuna violenza. È vero - ammette il sindaco - durante la corsa un cavallo si é ferito, ma solo perché gli si è staccato un ferro da una zampa provocandogli una lacerazione: un incidente come ne possono accadere durante qualsiasi manifestazione equestre». In qualche maniera, il fronte della polemica si allarga anche alla sfera politica. Nei giorni scorsi, infatti, i diesse di Chieuti hanno preannunciato cge, tramite il consigliere regionale Dino Marino, la presentazione a Bari di un disegno di legge per la tutela e salvaguardia della "corsa". «Il Comune di Chieuti - prosegue Ionata - è l'unico ad avere reale titolo a chiedere una legge regionale a difesa e tutela della nostra corsa. Richiesta che sará formalizzata ed ufficializzata a breve dal consiglio comunale». Intanto, in paese, proprio per chiedere la salvaguardia della tradizione e della cultura della corsa dei carri è cominciata una raccolta spontanea di firme e, nel giro di due soli giorni ne sono state raccolte giá oltre mille. |
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Gazzetta del
Sud domenica 27/4/2003 L'animale
è stato chiuso nei giorni scorsi nel canile di Floridia di Salvatore Mezio Canicattini Bagni (Siracusa). Un cane è diventato motivo di scontro tra due quartieri: uno, che lo ha in un certo senso “adottato”, lo protegge; l'altro, invece, che ne denuncia l'aggressività, vuole che il Comune lo chiuda in un canile. A quanto pare l'hanno spuntata questi ultimi, poiché Charlie (questo il nome del cane) nei giorni scorsi è stato chiuso in un canile di Floridia. Ma quanti erano affezionati al cane non sembrano rassegnarsi e sono pronti a chiedere che l'animale venga affidato ad uno di loro. Già qualche settimana fa avevano persino presentato al sindaco una raccolta di firme, per chiedere che Charlie fosse lasciato libero. Gli alunni di una scuola lo avevano addirittura “adottato”, col consenso degli insegnanti che ritengono tale azioni valida da un punto di vista pedagogico. Nella singolare vicenda è intervenuta anche la Lav (Lega anti vivisezione), che ha ricordato come le legge per la tutela degli animali d'affezione e la prevenzione del randagismo prevedono che «i cani che vivono in quartieri e siano di indole docile e le loro condizioni generali e di salute lo consentano possono tranquillamente vivere in libertà. Inoltre – aggiunge la Lav – una circolare del 2001 riconosce e sancisce la figura del cane di quartiere, che può continuare a vivere nel territorio in cui si è stabilito, dove la gente si adopererà per procurare, al tradizionale amico dell'uomo, i parametri minimi di convivenza: alimenti e alloggio di fortuna. La circolare auspica un risveglio di cultura basato su principi e comportamenti di autentica civiltà». |
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La Repubblica
giovedì 26/9/2002 E se sono mancate le carezze da piccoli c’è più nervosismo Sul
numero di settembre di "Nature Neuroscience", un gruppo di neurofisiologi
svedesi e canadesi, studiosi di immagini cerebrali, documenta, con la
risonanza magnetica funzionale, che la carezza, il tocco dolce sulla
pelle, a differenza, delle altre sensazioni tattili, non viene registrata
dalle aree corticali somatosensoriali (S1 e S2 in sigla), ma dalla corteccia
insulare. Inoltre lo studio conferma che le dolci sensazioni delle carezze
vengono trasportate da fibre che, fino ad ora, si pensava servissero
solo per il dolore: le fibre C, di piccolo calibro, senza rivestimento
mielinico e a bassa velocità di trasmissione dell’impulso. Perché è
importante aver scoperto che le carezze seguono una via diversa da quella
seguita dal tatto? Nella corteccia insulare convergono sensazioni dagli
organi interni; è strettamente connessa ai circuiti emozionali, tra
cui amigdala e ippocampo (cosiddetto sistema limbico) e al sistema dello
stress. E’ questa l’area che viene attivata anche dal dolore, viscerale
e psichico. Numerosi studi sugli animali documentano che le carezze,
appena nati, sono in grado di programmare al meglio il sistema dello
stress. Gli animali che non sono stati accarezzati o, peggio, che sono
stati separati precocemente dalla madre, da adulti, hanno un sistema
dello stress più sregolato, con conseguente sovrapproduzione di cortisolo
e danno all’ippocampo. Gli animali accarezzati invece sono più tranquilli
anche da adulti, hanno una minore attivazione dell’amigdala, un aumento
dei recettori cerebrali per il neurotrasmettitore della tranquillità
(Gaba), una minore attivazione del sistema dello stress. Gli studiosi
hanno battezzato queste procedure, tipiche delle cure materne e dell’amore,
"limbic touch". Non facciamocele mancare mai: l’ippocampo ci ringrazierà!
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Il Nuovo martedi 24/9/2002 Leishmaniosi,
presto una cura di Linda Marzocchini Napoli.
Si chiama Imma Abbronzino la veterinaria che potrebbe aver scoperto
la cura per la leishmaniosi, una malattia che colpisce soprattutto i
cani, ma pericolosa anche per gli uomini, provocata da protozoi trasmessi
dai flebotomi, ovvero quegli insetti che succhiano il sangue. In altre
parole dalle zanzare. In Campania è endemica, soprattutto nella zona
ai piedi del Vesuvio, ma è molto diffusa anche in altre regioni d’Italia,
come il Lazio e in parte la Toscana. Il problema si ripresenta con maggiore
virulenza e frequenza ogni estate, quando il caldo e l’umidità favoriscono
la proliferazione della zanzare. Non si tratta di una malattia contagiosa.
La si può contrarre solo in seguito alla puntura di un insetto portatore,
motivo per il quale un cane o un uomo ammalato non mettono in pericolo
altri elementi dello stesso branco o della stessa famiglia. Negli ultimi
anni i casi sono aumentati in maniera esponenziale tanto che oggi si
pensa che sia stata colpita la metà della popolazione canina residente
a Napoli e provincia. |
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Il Piccolo di Trieste sabato 22/9/2002 Cani
e gatti malati potranno stare tranquillamente coi loro padroni di Fulvia Ada Rossi Come gli uomini anche cani e gatti possono venire colpiti da due gravi malattie che non potendo essere guarite richiedono una terapia che duri per tutta la vita, ma che una volta presa l’abitudine, permette loro comunque di vivere felici con i loro padroni. Queste due entità nosologiche sono il diabete e l’epilessia. L’epilessia, o più correttamente la sindrome convulsiva, è una manifestazione neurologica di uno stato di sofferenza del cervello che compare in maniera imprevedibile ed è associata a numerose cause (spesso infatti non sarà proprio possibile per il medico identificarle). Raggiunta la diagnosi, la terapia viene instaurata al fine di ridurre la frequenza, la durata e la gravità degli attacchi. In linea generale non si instaura una terapia dopo una sola crisi, ma si aspetta che a questa ne segua qualche altra al fine di ricercare eventuali correlazioni con stati emozionali o fisiologici (prossimità dell’estro nelle femmine non sterilizzate). Per controllare una crisi in atto si somministra un tranquillante come il diazepam (Valium), per via endovenosa o rettale (esistono in commercio dei clisteri che possono essere somministrati facilmente dal proprietario). Al proprietario si spiega che una volta decisa la terapia, questa dovrà durare tutta la vita e non potrà essere sospesa bruscamente, che potranno essere necessari degli aggiustamenti dei dosaggi (con controlli periodici dei valori ematici), che nel caso del fenobarbitale il farmaco andrà somministrato due volte al giorno, ma che comunque l’animale, cane o gatto che sia, potrà condurre un’esistenza felice con il padrone. Il diabete è invece una malattia che viene sospettata nel caso di animali portati alla visita perché bevono molto e urinano molto, e a volte hanno molta fame; una prima distinzione si fa tra diabete insipido (causato da un deficit di ormone antidiuretico) e diabete mellito (causato da un deficit di insulina). Il medico si basa su una anamnesi dettagliata e per emettere una diagnosi e stabilire la terapia si avvale di un esame del sangue e delle urine: infatti il glucosio presente in eccesso nel sangue viene filtrato e può essere rilevato (anche dal proprietario) con delle strisce che cambiano colore a seconda della sua concentrazione nelle urine. La terapia di questa malattia si base su un regime alimentare controllato sia qualitativamente e quantitativamente che temporalmente; infatti il soggetto deve mangiare a orari precisi dopo l’iniezione di insulina. La somministrazione di farmaci ipoglicemizzanti orali non sortisce gli stessi effetti che nell’uomo e viene eventualmente tentata nei casi più lievi. Anche in questo caso il soggetto vivrà più che dignitosamente e a lungo. |
