Pensierieparole

Questo spazio è a disposizione di quanti hanno voglia di comunicare qualche cosa.
Inviaci un messggio, un pensiero, le tue riflessioni oppure un breve racconto,
una poesia che hai scritto o che ti ha particolarmente colpito.
Inviaci le foto e la storia dei tuoi amici a quattro zampe
e le pubblicheremo nel nostro sito.


Moriah Hacmun, 9 anni, di Roma

Io amo gli animali, specialmente i cani e i gatti. Io ho due ,amiche (gatte) Ghita e Zelda una è birichina (Ghita) e una è una principessa....! secondo me..non è giusto che i cani devono andare al canile...!


Laura, Walter, Tommy, Cleopatra, Oscar e Tigro da Capranica (RM) ci inviano una bella storia: La Storia di Oscar

Un giorno, stavo leggendo Porta Portese, in cerca di una lavastoviglie, quando, non trovando nente, andai come speso faccio, alla pagina degli annunci sulle adozioni per animali, chiamai il numero, e poco tempo dopo, andai con mio marito a vedere. Oscar era nell'ultima gabbietta della fila, tutto solo e triste, aveva perso il padrone ed era finito insieme ad altri 26 cani nel canile di Campagnano. Il rsponsabile del canile lo tirò fuori, ed il giorno dopo, tornammo con collare e guinzaglio, portandocelo a casa. Ora vive con noi, ed altri 3 gatti di cui uno tigrato, trovato ed adottato da lui che abbiamo chiamato Tigro.


Alessia Petrillo di Roma ha 17 anni e ci ha inviato questo testo elaborato a scuola per un compito in classe

Lo chiamavano in mille modi, non aveva un nome, le persone meno educate lo prendevano addirittura a parolacce… ogni volta che le vedevo farlo, speravo che lui non capisse, ma, nonostante lui fosse un cane e non poteva quindi sapere cosa gli stessero dicendo, capiva, capiva perfettamente gli umani e il loro mondo. Un cane senza razza, abbandonato a se stesso, lì sulla strada, non è un cane “cattivo” o pericoloso…Forse questa era l’unica cosa che lui non capiva:
«perché l’uomo mi chiama “bastardo” e mi considerano pericoloso, quando io non ho mai fatto del male a nessuno?»
Un giorno mi ci sono avvicinata e l’ho accarezzato. Nei suoi occhi potevo leggere benissimo cosa mi avrebbe detto se avesse potuto parlare, l’unica parola che gli umani non hanno ancora imparato a dire con il cuore, che non hanno ancora compreso…”grazie”.
L’unico bastardo qui è l’uomo e questo me lo ha insegnato lui. L’uomo sa addestrare il cane a saltare nei cerchi, a correre più veloce di altri o a fare lo slalom.. ma a che scopo? Per vantarsene, ecco perché. L’uomo non capisce che l’unica cosa che provoca è sofferenza da parte dell’animale, che è nato per amare il suo prossimo.
Di certo se un cane randagio potesse parlare, non racconterebbe una stupida favola per bambini o una storiella, ma potrebbe solo raccontare le atrocità della vita, far capire all’uomo che la bellezza d’un cane , non sta nel pelo lucido, gli occhi azzurri, le orecchie a punta o la coda mozza; ma sta nel cuore, nella capacità di amare e di rispettare. Ci insegnerebbe anche che l’uomo è capace di amare, ma che vantandosi della sua capacità di comandare tutto e tutti, limita il suo cuore ad amare solo superficialmente oggetti senza alcun valore. E credo che uno dei valori più grandi della vita, la fiducia, solo il cane la può dare, che sia senza razza, a pelo corto o a pelo lungo….
Ogni volta che guardiamo i loro occhi dobbiamo capire ciò che il cane può dirci; perché non è vero che il cane è senza parola, il cane parla, è solo che noi non vogliamo ascoltarlo.
L’uomo deve essere paziente, così come lo è il randagio che, pazientemente, aspetta l’alba di un nuovo giorno nella speranza che qualcosa possa cambiare.


Floriana da Torino ci invia la sua bella storia:

Questa è la storia di Pongo, un bellissimo meticcio di taglia grande, nato dall'amore della cagnona dei miei genitori con il cane del benzinaio di San Bartolomeo al Mare, il 24 aprile del 1988 e successivamente adottato da me per un forte amore subito scattato tra lui e i miei figli. Pongo cresce bello, fiero, felice e intelligente.Nell'agosto 1995, durante le vacanze al mare ad Albenga, gli si apre una ferita sotto alla zampa anteriore destra. Tutti pensiamo si sia ferito con un ramo durante una sua corsa nel bosco. Rientrati a Torino la ferita peggiora, il veterinario interpellato lo cura ma senza risultati visibili. Dopo vari veterinari ne troviamo una che sospetta.....Lehismaniosi..... Comincia così la cura del mio cagnone che, a dispetto di chi dice che questa malattia non è trattabile, attenzione non curabile perchè non si guarisce purtroppo, vive sereno fino al 16 febbraio di quest'anno, quasi 15 anni. Ora Pongo corre di nuovo felice nei prati in cielo, fiero, coraggioso e sempre tanto amato da tutti noi.


Sono stata particolarmente colpita dalle profonde parole che un grande uomo ha lasciato ai posteri
mi riferisco a Leonardo da Vinci che disse:"potremo dire di essere civili soltanto quando daremo alla morte di un animale
la stessa importanza che diamo a quella di un essere umano!". Io credo che addirittura dovremmo dare importanza
solo agli animali perchè l'uomo è la specie piu crudele primitiva e selvaggia che esiste al mondo. (La vostra amica Rossella)

Cristina, da Roma, ci invia questo simpatico messaggio:

Caro cane, mi dispiace tantissimo che tu sia stato mandato al canile per la lampada rotta,
so che non l'avevi rotta tu; e il tappeto che non lo avevi sporcato tu,
o la tappezzeria che non l'avevi strappata tu...
Le cose qui in casa ora sono molto, molto più tranquille,
e per dimostrarti che i miei sentimenti verso di te sono ancora di sincera amicizia,
ti mando una mia foto così potrai sempre ricordarmi.
Carissimi saluti, il Gatto


messaggio senza mittente

.......era senza un nome, senza una casa, senza un padrone,anziano, malato.........
è morto di freddo questo inverno nel canile municipale, senza che avvertissero noi volontari!
spero che adesso sia al caldo nel Ponte dell'Arcobaleno.
Gli darò il solo nome che si merita:AMORE!
Scusa da una volontaria che nn è riuscita a salvarti!


Valentina, da Roma, ci scrive:

Questa in allegato è la foto di Pedro "prima e dopo" la cura";
Pedro è stato abbandonato al canile di Portaportese perchè malato di Leishmaniosi nel il 29/12/01;
la foto sotto lo ritrae dopo qualche settimana di permanenza nella sua nuova famiglia(la mia!!!),
dopo appena due mesi dall'inizio delle cure(Pasqua 2002). Mi piacerebbe che la gente potesse vedere la differenza
per poter comprendere che la Lehismaniosi è una malattia che si può gestire e che molti animali potrebbero essere salvati
se solo ci fosse un'informazione piu' chiara e dettagliata.
Grazie comunque di esistere, io nel mio piccolo ho tre canetti tirati fuori dal canile in cattive condizioni
(non per colpa del canile), ma voi con il vostro lavoro fate molto molto di piu'! Non mollate