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| Sequestroaggiornamenti
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La mattina del 23 settembre 2002, alcuni rappresentanti della ASL RMG ed i Carabinieri di Montelibretti ci hanno comunicato che abbiamo un mese di tempo per trovare una sistemazione alternativa ai circa 80 cani tatuati a nome dell'associazione, per tutti gli altri verranno presi altri provvedimenti: probabilmente saranno "smistati" in altri canili sul territorio nazionale. Le motivazioni sono che la struttura è abusiva e privata e che il rifugio non può restare nel luogo nel quale si trova, pertanto l'intera struttura dovrà essere rasa al suolo per poter bonificare il terreno. Inutile dire quanto profondo sia il nostro sconforto poiché temiamo per la sorte dei 600 cani e dei 60 gatti che rimarrebbero in balia delle decisioni del Giudice ma anche per le spese che dovremmo affrontare per la custodia degli 80 cani intestati a nome dell'associazione. Inoltre, poiché, come ci è stato ribadito in varie occasioni, gli animali accolti nel rifugio sarebbero "privati" ma non è mai stato individuato alcun soggetto a cui attribuirne il possesso, non è chiaro CHI pagherebbe le rette di mantenimento di oltre 600 cani e 60 gatti da dislocare in strutture (private, pubbliche, convenzionate?) già esistenti. Il timore che, nonostante tutte le rassicurazioni e le buone intenzioni manifestateci in questi mesi dai diversi interlocutori, per risolvere la situazione si stia progettando uno sterminio di massa, con la scusa di malattie o patologie di varia natura più o meno gravi, comincia a diventare qualcosa di più che una lontana preoccupazione. La nostra associazione non è in grado di risolvere i gravissimi problemi strutturali del rifugio di via Salaria, né è ovviamente in condizione di provvedere autonomamente alla realizzazione di una struttura adeguata, ma si è sempre dichiarata disponibile a proseguire la propria opera di volontariato, nel rifugio di via Salaria o in qualsiasi altra struttura, accanto agli animali di cui da anni si occupa, garantendo loro quotidianamente, autonomamente ed in completo autofinanziamento cibo, cure, attenzione ed affetto. Per quale ragione i fondi che dovranno essere spesi per pagare le rette di mantenimento di un numero anche ridotto di animali non possono essere utilizzati per la realizzazione di una nuova struttura, gestita con il lavoro volontario dell'associazione, in cui trasferire gli animali, molti dei quali anziani, evitando loro lo shock dello smistamento e garantendo loro la continuità di cure, attenzioni ed affetto dei volontari che da anni si occupano di loro? Vorremmo soltanto essere messi nelle condizioni di tutelare questi animali continuando ad operare all'interno della struttura, in attesa di poter disporre di un luogo più adeguato dove poterli accogliere, certi che nell'arco di pochi anni potremmo riuscire a ridurre enormemente, attraverso le adozioni (in questo periodo per lungo tempo bloccate a causa del sequestro), il numero dei cani e dei gatti che vivono dentro il canile di via Salaria. Per fare questo abbiamo bisogno di tempo e di aiuti nonché della collaborazione delle istituzioni che fino ad ora si sono disinteressate della vicenda provocandone il tracollo definitivo. Il sequestro del canile di Montelibretti
La decisione del sequestro è stata presa dal magistrato
Elvira Tamburelli della Procura della Repubblica di Tivoli il 15 maggio
u.s. Il canile, creato da una privata diversi anni fa e da lei direttamente
gestito, era finito sotto accusa negli scorsi mesi per la cattiva conduzione
della struttura. All'interno del rifugio operano da anni i volontari
delle associazioni "Nuova Cuccia" e "Quinto Mondo", occupandosi di circa
200 cani e 40 gatti, ostacolati in ogni modo dalla proprietaria, che
non ha mai permesso ai volontari di prendersi cura della maggior parte
degli animali, posti sotto la sua gestione diretta, e tenuti in condizioni
di estrema precarietà, tanto dal punto di vista igienico-sanitario che
alimentare. Sono stati proprio i volontari delle due associazioni, assieme
al maresciallo dei carabinieri di Montelibretti, alla ASL ed alla LAV,
a denunciare le precarie condizioni di vita di gran parte degli animali.
Con il sequestro, in un primo momento, è stato nominato custode giudiziario
della struttura il sindaco di Montelibretti, il quale ha affidato
la cura di tutti gli animali accolti nel rifugio all'associazione "Quinto
Mondo". In seguito poi alla sua richiesta di revoca, l'8 agosto è
stato notificata la custodia giudiziaria della struttura al presidente
della nostra associazione. La
situazione al canile è particolarmente difficile
Ci siamo improvvisamente trovati a gestire un numero di animali più
che triplicato, molti dei quali malati e bisognosi di cure, in una situazione
di totale precarietà delle strutture e di estremo sovraffollamento e
grave promiscuità nella parte di canile precedentemente gestita esclusivamente
dalla proprietaria. L’associazione ha immediatamente avanzato una serie
di richieste alle autorità competenti, con particolare riferimento al
risanamento delle strutture, alla fornitura di prestazioni veterinarie
(cure, medicinali, sterilizzazioni delle cagne) e di aiuti alimentari,
al fine di poter essere messi in condizioni di lavorare serenamente
e di poter garantire il benessere degli animali ospiti nel rifugio.
Purtroppo però, nonostante le numerose promesse, a tutt’oggi non è ancora
accaduto niente, non abbiamo ricevuto né cibo, né gli aiuti materiali
(volontari e/o un operaio del comune), né le prestazioni veterinarie
e degli oltre 650 animali ospitati nella struttura ce ne stiamo occupando
esclusivamente noi volontari. Gli animali non possono aspettare i tempi
della realizzazione delle promesse: mangiano tutti i giorni e tutti
i giorni hanno bisogno di essere puliti e curati. Tra le varie forme
di aiuto, è per noi preferibile quello “in natura”: abbiamo bisogno
di cibo (mangime secco, scatolette, pane secco, riso soffiato, pasta
precotta, carne conservata), medicinali (contattare direttamente i volontari),
e dell’aiuto di nuovi volontari che ci diano una mano ad accudire gli
animali. Questo costituisce, per noi, una garanzia che continuino ad
occuparsi degli animali persone motivate esclusivamente dall’amore nei
loro confronti, e per chi fornisce gli aiuti una certezza che tali aiuti
vadano effettivamente agli animali. Per coloro che non avessero la possibilità
di fornire aiuti materiali ma volessero ugualmente sostenere il nostro
impegno al rifugio, l’Associazione ha un conto corrente presso la Banca
Etica su cui possono essere effettuati versamenti: info@nuovacuccia.org - tel. 338.1500703 |